lunedì, 28 aprile 2008,17:03
...di cui ricordo il freddo. Solo il freddo. Non in senso reale del termine ma in senso metaforico, perchè io non ho mai freddo, almeno fuori.
Ricordo il 2000 come l'anno in cui è iniziato un crollo e io correvo correvo senza sapere dove sarebbe andata a parare la mia vita, senza sapere se avrei portato avanti l'università, l'anno di Californication e le fette biscottate al pomeriggio, della palestra di kung fu, del diritto costituzionale, l'anno delle bocciature, quando ho giurato che mai più sarebbe accaduto...e così è stato, perchè gli anni successivi sono quelli dello studio convulso e disperato di notte, dei 30 e lode, ma anche  di mille sere e pomeriggi con persone speciali, di gioia e risate, di vacanze, di lacrime e incoraggiamenti, dove alla fine ero arrivata a pensare che in fondo, si, tutto poteva avere un senso..
Come se a cadenza quadriennale le cose dovessero girare nel verso sbagliato, nel 2004 il vento è cambiato ancora...e mi ha portato un marzo di sole e depressione, in cui non ero più io, dopo un inverno grigio e freddo di ansia...ed è stato l'anno in cui qualcuno stava per lasciarmi,...l'anno che annovererò per sempre tra i peggiori trascorsi...ma è stato anche l'anno della ripresa, perciò, qualcosa di buono ha portato...
E dopo?e dopo sono arrivati altri esami, altri 30 e lode dopo nottate sui libri, settimane e mesi di venerdì sera in giro, di un milione di film con il socio in affari, della Francia in macchina con l'ingegnere, delle ore in biblioteca, della laurea, finalmente...e l'inizio della pratica...
Adesso è il 2008, e stanti le premesse, non escludo che il vento cambi ancora...siamo solo ad aprile e il vento è già bufera echissà fino a dicembre, lasciandomi con tutta la mia incapacità, e le paure, che non mi lasciano mai...penso che siano un pò parte di me, ormai...
Il problema è che forse se prima mi sforzavo, e non mi sono persa d'animo e ho tenuto duro, e non ho mollato, è che ci vedevo un senso, uno scopo, un nonsochè.. ci ho messo tutte le mie forze e mi sono aggrappata a ciò che volevo, con le unghie e con i denti...
Adesso mi sento solo un volto confuso fra i mille, un numero, senza nessuna capacità speciale, con tutto da imparare e nulla di certo...diventare avvocato perchè, con le difficoltà pressochè insormontabili che comporta, la fatica e lo studio, e il lavoro che non rende, e una specie di pitbull che mi ringhia contro la mia inadeguatezza....non so nemmeno io perchè lo faccio, forse lo vedo come un diritto, scrivere Avv davanti al nome come una medaglia da portare, visto, guardate tutti, ci sono riuscita..
Forse sto solo mollando la presa, anche se so che non lo farò.
E a dicembre alla fine ci sarò, al Mazdapalace, dio solo sa in che condizioni, ma ci sarò e quando sarò lì,io e il foglio,  forse il vento cambierà di nuovo. In meglio, stavolta.
by deepbluegoodbye | categoria: | Link | commenti (popup) | commenti
sabato, 05 aprile 2008,18:05
Ho gli occhi segnati e la faccia stanca. Sarà perchè da quando ho iniziato la pratica sono più le volte che mi sveglio agitata e ansiata di quanto non abbia mai fatto in vita mia. Ho sognato pignoramenti nel cuore della notte. Mi sono svegliata pensato alla liquidazione di una srl. Ho perfino ricominciato a rosicchiarmi le unghie, di giorno mastico selvaggiamente, strappo le pellicine e la sera ci butto sopra dosi generose di amuchina spray. Quando esagero, macchio perfino i fascicoli di sangue. Cosa non si da per la professione.
Aggiungiamo che la nazi avvocatessa, mi ha svegliata giovedì mattina alle 7.20 (sempre spegnere il cellulare la notte) con una voce che parlava dall'aldilà, rantolando come una bestia ferita..."dottoreeessa...dottoreeeessa"....pigola
"dica"
"stava dormendo?(no, facevo yoga)sono stata male tutta la notte...gasp..oddio mi sento mancare..l'udienza delle nove...la fa lei?"
Inutile dire che fatti di questa portata rientrano nell'elenco nutrito di cose che dovrebbe convincere qualsiasi cristiano sensato a non avvicinarsi mai, nemmeno per sbaglio, ad uno studio legale.
ma io ormai sto in ballo, ero giovane ed inesperta, e qui stiamo.
Aggiungasi che ho da fare prove simulate di 6 ore a botta a cadenza mensile per abituarmi a quella lotta contro gli elementi che è l'esame di stato, libri da studiare che rasentanto le dimensioni di grossissimi macigni, oltre alle migliaia di scadenze ed incombenze che toccano al praticante in uno studio legale.
Oggi, dato che è sabato, sono anche stata al mercato e mi sono comprata un paio di jeans (tailleur? no grazie) e una bella camicia coi filini argentati al mercato, ma in un pomeriggio di sole come questo, in cui Torino sembra una pagina del libro cuore, avrei mille volte preferito andare a cavallo, sbirciando le chiappe niente male dell'istruttore e magari fare le coccole al cane del maneggio...e invece sono stata qui, obbligandomi a studiare.
La prossima settimana l'ingegnere va in Germania, e io resto sola...coi pareri da consegnare, una ditta da fare fallire, le relazioni di fine semestre, una citazione....se mi avanza tempo potrei anche pensare di dormire e mangiare qualche volta.
Questo è un post che non ha senso, ma così mi andava.
E se nn piace, cazzi vostri.
In senso buono eh
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