domenica, 29 luglio 2007,22:58
Gli unici per te erano i matti Jack, quelli pazzi per vivere, forse anche troppo pazzi per sognare, che giravano nel cielo come folli candele romane e le scintille e la luce, che non si spegne mai.
Potrei mai essere come te?Consumerei mai le mie scarpe sulle strade che hai percorso tu, e potrei vivere così, solo in mezzo al tramonto e senza scopo? Chissà se è questo che mi rovina, io non ne sono capace, io controllo, pianifico e programmo, io sono rigida dentro me stessa e non ho tempo per aprire dentro di me spazi immensi ed infiniti dove non ci sono confini per il cuore e per la mente, avevi la libertà vera dentro agli occhi e dentro al cuore, io nel cuore ho paure e negli occhi incertezze. Hai conosciuto l'America che vorrei io, e ti ringrazio per avermela regalata. Di notte sotto le stelle, ti sei mai sentito solo?Io a volte mi sento così sola, e non ci sono molte stelle, sono io che non sono capace a vederle brillare forse? Se fossi qui Jack, te lo chiederei: insegnalo anche  a me.


Omaggio a On the Road, Jack Kerouac
by deepbluegoodbye | categoria: | Link | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 28 luglio 2007,16:04
Io ho sempre pensato di avere amici speciali, unici. E ieri sera ne ho avuto la definitiva conferma.
La serata inizia con un capatina nella più vitale piazza della città, ai piedi della collina, uno straordinario spettacolo di luci e colori dominato dalla meravigliosa chiesa della Gran Madre,  presunta come uno degli angoli del triangolo satanico.
Siccome a Torino i locali si sprecano, trovare dove alcolizzarsi normalmente è semplicissimo. E così io, la mia migliore buona amica sposa fra un mese, e altri amici che stanno nella top ten dei migliori buoni amici, ci dedichiamo con gioia ai piaceri del mojito, chiacchierando e ridendo fino verso l'una, quando l'unico ragazzo presente decide che è ora di andare a dormire. Ma non per noi. Restiamo 4 donne, e complice uno scontrino non strappato che ci procura altri 5 cocktail aggratis, ci fiondiamo ai Murazzi del Po, dove normalmente la movida dura fin verso l'alba. La futura sposa nonchè migliore buona amica, inizia a zompettare sulle rive del fiume che sa di topo morto e cadaveri, dicendo andiamo a ballare!!! e ci ritroviamo, non comprendo bene come, davanti a un locale chiamato Bananamia, (e già il nome è tutto un programma)dove un travone imparruccato ci spinge dentro. Dentro c'è un esercito di ragazzi che si strusciano, e sul palco, oltre a un secondo travone che canta con un phon in mano, due ballerini spettacolari mettono in mostra fisici scolpiti e sudati, mentre noi iniziamo a dimenarci come oche giulive e saltellanti negli infradito da due soldi, urlandoci a vicenda che non abbiamo mai visto dei fighi come quelli e chissà se davvero sono gay e hai visto che sedere, e che addominali, dio che spreco.


(Flash in mezzo alle luci stroboscopiche. Io che cammino impettita con la ventiquattrore in mano verso il tribunale, giusto quella mattina. Io alla scrivania che rileggo un atto di divisione immobiliare prima di darlo all'avvocato come una brava scolaretta)

(Postilla: in una discoteca ci si aspetta di trovare più puzza che in una stalla. Niente vero. Provare la disco gay e sentirete solo Paco Rabanne a fiumi.)

Fuori dal locale, indecise se restare a vedere cosa capita in un gruppetto di tre ragazzi che sembrano interssati a una conclusione biblica(fra loro) della serata, optiamo per il chupito, che ovviamente andiamo a prendere da Mr Maraquita o un nome simile, dove altri travoni imparruccati di rosa e di blu con più tette di noi, ci rispingono dentro. Al banco, il barista, che dice di essere l'unico etero del locale, ci rifila chupito in bicchieri da pinta.  Ricordo un ragazzo che prende la mia amica per un braccio e  la massaggia,  la barista che ci tira ghiaccio nelle scollature, noi ci beviamo i bibitoni e li rovesciamo dappertutto, e quando finalmente usciamo, nn stiamo dritte. Siamo tutte marce e diciamo cazzate a voce da megafono, mentre risaliamo verso la piazza, dove una delle ragazze, architetto, ci espone la storia architettonica di torino e io la traduco in tedesco in simultanea, davanti ai poliziotti.

Ora, il ritorno al parcheggio è stato quanto di più difficile io ricordi. Una delle mie amiche, assistente sociale, vuole fare pipì e si piazza fra due auto, io corro e mi piazzo in mezzo alla strada tenendo la sua borsa in aria, dicendo"non puoi mostrare le tue grazie!". Arrancando come un esercito di zombi col dono della parola e della cazzata, arriviamo all'auto, svenendo fra il giardinetto e i sedili. L'amica della pipì vomita. La sposa, architetto anche lei, si è levata le scarpe e sventola la gonna e mostra altro che grazie.
Io, che nel tragitto ballavo e cantavo attaccata ai lampioni singing in the rain, dopo una buona mezzora ho sentito il mio senso del dovere prendere il sopravvento, e ho deciso di guidare io. Notoriamente non reggo l'alcool e guido da cani, perciò se ci siamo ridotti a ciò, la situazione era grave, tanto più che ormai erano le 4 e mezza, e i miei a casa probabilmente stavano chiamando gli ospedali, e la proprietaria dell'auto stava avendo un collasso.
Dopo un paio di capatine vomito, ho riconsegnato loro e me sane e salve a casa verso le 5, dove sono stata accolta da bestemmie in turcomanno, ma tant'è.  Questo comunque era l'incipit, la festa vera deve ancora arrivare e io sto pensando di fare testamento.

"Dove dannazione sei stata??eravamo in pena!!"
 
"Nulla, chiacchiere, mamma, perdita del senso del tempo"

"Eh."
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venerdì, 27 luglio 2007,10:27

Questo nuovo studio mi piace. C'è un orario di inizio e un orario di fine, perdio. Non è dalle 9 a oltranza, come testuale mi disse l'avvocato animalista (prima pensavo alle due schnauzer e mi mancano ancora..vorrei chiamare e dire, senti, appena le porti in ufficio passo. per la serie di te non mi frega un beneamato), e da settembre si spera che qualcuno si degni di pagarmi.

Ma tralasciando il lavoro, in qualche modo si è in dirittura di ferie, e me ne torno in Francia. Ormai la gites-de-france vuole farmi socia onoraria. Incredibili i personaggi che si incontrano. Di solito le chambre dove alloggiamo sono contenute in deliziose casette delle bambole gestite da simpatici e arzilli coniugi di mezz'età, più o meno rincoglioniti, e regolarmente ci perdiamo ad arrivarci perchè sono sperdute nei posti più impensabili. L'anno scorso ci siamo trovati sulla punta della cornovaglia francese, in un posticino spettacolare dimenticato da dio, dove c'erano 6 paesi da una casa ciascuno che si incrociavano e si chiamavano tutti, therearnel, trezanel, trevarnac o simili. Siamo approdati su una spiaggetta e un ornitologo bretone coi baffoni mi ha raccontato vita morte e miracoli dei gabbiani del posto e mi ha fatto osservare il cormorano nero col suo binocolo. Quando il sole è tramontato siamo rientrati nella civiltà e ci siamo strafogati di pesce nella locanda di Babette. Babette era enorme, vestita di lilla, con le trecce arrotolate in testa, truccata come una maschera e cucinava da dio. Il mio ragazzo  mangiava le cozze con coltello cucchiaio e forchetta e perfino qualche stuzzicadente. Lei l'ha osservato, gli ha sbraitato come le mangi queste cozze?? e gli ha fatto vedere come fare usando i gusci vuoti come pinze. Lui non ha avuto il coraggio di contraddirla.  A me ha legato al collo un enorme bavaglino con sopra disegnata una aragosta. Non ho voluto contraddirla nemmeno io.

Era solo un aneddoto

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lunedì, 09 luglio 2007,11:22

Tempo di sole mare e....abbandoni. Perchè crediamoci o no, succede tutto l'anno, ma durante le ferie chissà, il caldo dà alla testa, aumentano gli omicidi, si mollano i vecchi nonni o genitori davanti agli ospizi, e si abbandona il cane, in una evocativa parola si diventa più stronzi, e nel caso degli umani, è usare un eufemismo. Io la mia la dico sempre, ma ribadisco: Abbandonare un animale è reato. La nuova legge sui maltrattamenti prevede sanzioni pecuniarie ma anche detentive, e sebbene fondamentalmente è difficile vedere un vacanziero dietro le sbarre, non ci si faccia prendere dalla vigliaccheria o dall'omertà, e se si vede qualcuno abbandonare o maltrattare un animale, chiamare subitissimo le forze dell'ordine (non i vigili che tanto nn muovono le chiappe) e insistere fino allo stremo perchè si presentino, o fare il possibile per intervenire in modo civile ( anche se la prima idea sarebbe di partire con le mazzate, è meglio evitare) e fermare la cosa. Si può sempre fare denuncia (non anonima) e carabinieri  e polizia sono tenuti ad accoglierla, perciò niente scuse. Idem col cane lasciato ad arrostire nella macchina coi finestrini su, in questo caso,chiamare subito, prima di subito i vigli del fuoco, e in casi di emergenza estremissima,(ma proprio estremissima) spaccate voi il vetro, e soccorrete...so che nn è un buon consiglio da dare per un avvocato, ma so anche che potete cavarvela a buon mercato, e in più denunciare il proprietario. Ovviamente, è davvero una misura in caso di scelta fra vita e morte. In più, quando si trova un animale ferito, mollare qualsiasi cosa si stia facendo e soccorrerlo, tenendo presente che sebbene sia previsto a dritta e a manca che i vigili devono intervenire, e bla bla bla, nell'attesa il povero animale morirebbe, (perchè so per esperienza diretta che nessuno verrebbe a prenderlo), quindi è molto meglio caricarselo e portarlo dal veterinario senza indugi. Purtroppo costa, ma valutate un pò voi, se ne vale la pena. Detto questo, buon viaggio, con l'avvertimento per chiunque abbia anche solo l'idea di abbandonare un cane e me lo ritrovo davanti, che io non gioco secondo le regole: mi prendo il cane e vi rovino di botte.

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venerdì, 06 luglio 2007,11:52

Stamattina sono stanca. Sarà che ho già fatto un bel giro turistico al Tribunale di Moncalieri, la cui viabilità, lo dico per i forestieri, ha la stessa linearità del budello di gatto (parole testuali di mio papino che mi ha fatto da chaffeur), oppure che finalmente ho trovato un posto in cui si lavora come dio comanda e perciò mi stanco.

Per aggiornare i miei fans (si fa per dire) ho trovato un nuovo studio legale da meno di due settimane e mi ci sono già piazzata secondo il mio stile: ficcando il naso dovunque, rubacchiando post-it (io ho il feticismo del post-it) e installando skype sul pc ancora prima di posare la valigetta a terra. Tanto per dirne una, lo studio è di un bestione ex caramba e cintura nera di judo, appassionato di Full Metal Jacket e del Toro, e l'ho trovato lasciando il mio CV all'Ordine degli Avvocati, specificando che volevo fare solo penale e nient'altro che penale.

Infatti, il mattino dopo mi chiama la segretaria del mio attuale studio, vado a fare il colloquio e ora faccio civile a manetta. Ma sapete com'è, l'esame di stato bisogna darlo, il civile è importante, così si impara a scrivere e un sacco di altre balle che mi racconto in attesa di ritornare a scavare nelle cose torbide, fermo restando che il bisteccone in realtà è anche un penalista e qui si impara di brutto. E che qui pagano. Ogni uomo ha il suo prezzo.  L'avvocato animalista? Mi ha lasciata andare senza un fiato con tanti auguri e una calorosa stretta di mano (priva però del miserabile centoeuro del mese di giugno). Ricorderò il vecchio studio con affetto, ma mi mancheranno Lea e Quake molto + degli avvocati.

Frattanto aspetto le ferie, insieme al mio idraulico dello spazio (che per la cronaca nn fa nessuna delle trasferte preventivate), che mi porterà verso la Francia del nord e seguirà il mio ditino grassotto puntato a caso sulla cartina  alla ricerca di nuove avventure...sperando che mi portino consiglio e chissà che prima o poi le cose si mettano a girare per il verso giusto

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